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I 5 principali errori in una traccia

errori in una traccia

Molto spesso ci chiedete quali sono gli errori in una traccia da non fare.

Eccoci qui quindi con la lista dei TOP 5 errori in una traccia da non fare.

Oggi giorno è possibile arrivare a produrre materiale interessante in home studios da poche centinaia di euro.
Mentre da un lato questo apre a innumerevoli possibilità per il mercato discografico, spesso, il suono che si raggiunge non è allo standard qualitativo necessario per una produzione globale.

In questo articolo vedremo i problemi principali che dopo l’ascolto di innumerevoli produzioni di giovani produttori possiamo affermare essere i TOP 5 MISTAKES che vengono commessi. Vedremo anche come cercare di risolverli con piccoli tips che tornano sempre utili.


ERRORE  #1: “COMPRIMIAMO TUTTO!!! SI, SENTI COME POMPA!”

Alzi la mano chi di noi non ha mai messo l’ennesimo compressore cercando di far schizzare il suono fuori dalle casse. Il problema è che mentre il compressore se usato adeguatamente e moderatamente può essere un alleato d’oro per la riuscita di un suono o di un mix, se usato in modo estremo può distruggere il PUNCH, la FRESCHEZZA e la POTENZA del vostro mix. (eccezzion fatta per i casi in cui l’over-compressione è usata come effetto creativo – Daft Punk docet)

La soluzione: La regola dei 3-4DB. Diminuite la compressione sui vostri canali. Ogni traccia deve avere una riduzione di db “gentile” di max 3-4 db per le vostre tracce. Se sentite la necessità di mettere più compressione, probabilmente, il suono è sbagliato.  Se invece state cercando un effetto creativo, ok, ma non potete farlo su ogni traccia. Non si può arrivare al master bus con compressione su tutti i canali estrema. Ammazzerete l’aria nella vostra produzione.


ERRORE #2: “IL MISCUGLIO” DELLE ALTE

Spesso un suono ben definito sulle alte frequenze ci piace perché fornisce freschezza e aria. Purtroppo però, le frequenze sopra i 12Khz, se usate in modo scorretto, possono portare a fastidiosi sibili e ad una durezza complessiva di ascolto.

Vi sarà sicuramente capitato di sentire una traccia che alzandola troppo risultava sgradevole all’ascolto. Questo, raramente succede per le tracce dei PRO, mixate da mix-engeneer di livello. Questo perché loro conoscono questo fenomeno, e lo controllano. Avere un buon pezzo che pero non sia piacevole da ascoltare, equivale ad avere un brutto pezzo.

La soluzione: Avere pochi elementi che suonano sopra i 5Khz e veramente pochi sopra i 12Khz. Ciò non significa che queste zone dello spettro sonoro devono essere lasciate “scarne”, ma bisogna evitare quello che possiamo impropriamente chiamare “MISCUGLIO DELLE ALTE”. Scegliete accuratemene i suoni principali che volete tenere in questa parte dello spettro e filtrate tutto il resto con un LOW PASS FILTER o un EQ (meglio il secondo, in quanto crea meno notch e lascia più headroom rispetto al filtro) lasciando quindi spazio a questi suoni. Inoltre sui singoli suoni applicate sempre un EQ e tagliate un pochino di alte con una curva mediamente ripida (12 o 24 db ad ottava) come a dare una “LIMATA” agli angoli del suono. Troverete subito un giovamento nell’ascolto della traccia e una maggiore chiarezza. Provare per credere.


ERRORE #3: TROPPO RIVERBEROOOOOOOOOOOOOOO
 

Il riverbero è un effetto fondamentale per il suono di una traccia. Il cervello è da sempre abituato a collocare gli oggetti nello spazio attraverso diversi sensi. Uno di questi è l’analizzare i riverberi prodotti dai materiali o dalle persone (voce o movimenti) nello spazio.

Senza che ve ne accorgiate, anche in questo momento il vostro cervello sta facendo questi calcoli con ogni suono che avete intorno.

Una canzone o uno strumento senza un minimo di riverbero (che può esistere per un uso creativo) è un suono che “suona male” per il nostro cervello in quanto “innaturale”. L’errore però è dietro l’angolo. Usare TROPPO riverbero o un riverbero sempre diverso su ogni suono (magari lasciando quello del preset del synth che avete usato) può indurre il cervello in errore e confonderlo, rendendo l’ascolto ancora più confuso. Inoltre, ricordate: IL RIVERBERO è UN SUONO. Non è aria poggiata li. Il riverbero è come un suono di SYNTH. Occupa spazio e frequenze. Troppo riverbero è come aggiungere synth, su synth, su synth. Una canzone con decine di synth è confusa. Così, allo stesso modo sarà confusa una canzone con troppi riverberi.

La Soluzione: Usate lo stesso set di riverberi sulle vostre tracce (uno corto, un plate e un hall a seconda dei suoni e della necessità) eliminando quelli dei singoli synth (a meno che non siano creativi). Inoltre, piccolo trucco dei PRO: ogni volta che mettete un riverbero su un suono, alzatelo fino a che lo percepite chiaramente e poi levate 4db circa, ossia fino quasi a non sentirlo più. Fidatevi è li che deve stare. La somma di ogni riverbero creerà il giusto spazio e i suoni sembreranno tutti “INSIEME” in uno spazio unico.


ERRORE #4: IL BUCO 1-4 KHz.
 

L’orecchio umano per sua conformazione fa più fatica a percepire con chiarezza cosa “succede” nelle basse frequenze (sotto i 300hz) mentre riesce a distinguere facilmente ciò che succede altrove. Mettiamo questo con la costante voglia di “BOTTA” nelle tracce dance/Club (o similari) e capiremo perché molti produttori si focalizzano spesso quasi esclusivamente sul far suonare bene la parte del BASSE.

Il problema però è che una traccia può risultare solida sulle basse ma molto FINA e SPENTA in generale se non si fornisce alla traccia uno scheletro completo su cui appoggiarsi. La fascia 1-4Khz è fondamentale per questo.

È la parte sonora dove si percepisce maggiormente lo stereo-field e dove la potenza del basso si scolpisce nella mente attraverso le melodie dei medi. Non avere suoni che vivono in queste frequenze ma coprire solo le code dei bassi o delle alte risulterà sicuramente in un suono “POVERO” e “AMATORIALE”.

LA SOLUZIONE: Cercate di avere suoni che “nascono” in queste frequenze e soprattutto cercate di avere più VOLUME in questo range. Aprite un VISUALIZER o un analizzatore di SPETTRO e cercate di capire il volume medio che le tracce PRO del vostro genere raggiungono nella fascia 1-4Khz. Agite successivamente sulle vostre tracce in questa fascia di frequenze cercando VOLUME (con EQ o nuovi suoni).

 

ERRORE #5: SUB ESPLOSIVI

Come detto in precedenza avere delle basse che “POMPANO” è il sogno di ogni electronic producer di oggi. Ma avere CHIAREZZA nelle basse è altrettanto importante se non più importante.

Spesso nella ricerca delle basse perfette si creano catene di Fx infinite. La verità è che spesso la mancanza di “POMPA” è dovuta a mancanza di CHIAREZZA. Ossia il basso e il Kick non si lasciano spazio ma si accavallano sovrapponendosi.

La Soluzione: senza entrare nelle varie tecniche di sidechain o gate che copriremo in altri articoli, la prima cosa da controllare è la LUNGHEZZA dei suoni nelle frequenze sub-bass (sotto i 100 Hz per capirci). Spesso è una lunghezza sbagliata a creare il problema. Cercate di avere solo uno dei due suoni (KICK O BASSO) con DECAY o SUSTAIN lunghi mentre l’altro a compensare. Potete intervenire sul kick anche se è un campione modificandolo con lo stretch della vostra DAW (cercando di mantenere il pitch desiderato) o sul vostro basso con i comandi SUSTAIN / RELEASE / DECAY. Quando troverete la lunghezza giusta, lo sentirete. Semplice così come è scritto. “Giocate” con quei parametri fino a che non sentirete il GROOVE cassa/Basso “tararsi” e lavorare come un tutt’uno.  La regola vuole, lungo uno corto l’altro…

Poi, ogni regola è fatta per essere infranta… e quindi come sempre, alla fine di tutto date spazio anche alla vostra creatività.

Alex Tripi
Nello Greco
The ReLOUD

Per approfondire le vostre conoscenze tecniche www.mat-academy.com

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